Come nasce Jody Skater…




 


Molte persone di una certa età – mi riferisco a coloro i quali erano poco più che adolescenti negli anni a cavallo tra il ’60 e il ’70 – sicuramente ricorderanno (o avranno usato) quelle “tavole” di legno montate su cuscinetti, con le quali si ingaggiavano gare memorabili su improbabili piste, nei quartieri più disparati della città. 
Come non ricordare con nostalgia quei momenti di divertimento autentico, di sana competizione tra ragazzi entusiasti e pieni di inventiva. E poi alla sera, dopo una intensa giornata di gare, si ritornava a casa stanchi, un po’ malconci ma felici. 

Certo qualche segno rimaneva ma a quell’età si era indistruttibili 

e il giorno dopo tutto era dimenticato: si era già pronti a ricominciare, con più impeto di prima.

Oggi molto è cambiato, naturalmente: la tecnologia ha fatto il suo corso rivoluzionando anche il mondo dei giochi e dei giocattoli. Tutto o quasi è automatizzato e l’elettronica la fa da padrone. La vecchia “tavola su cuscinetti”, da tempo ormai, è dimenticata in soffitta…

Ed ecco l’idea: perché non rispolverare la vecchia tavola? Bisognava ripensarla, renderla sicura con una immagine nuova, accattivante. Così, quasi per gioco, preso carta e matita, l’operazione “ritorno al futuro” è iniziata. Dapprima i materialidovevano essere resistenti… a prova di bambino.   Poi la parte tecnica, con l’adozione di ruote con cuscinetti ad alta velocità e di un ingegnoso sistema che permetteva, con il solo uso delle braccia, il movimento anche sulle superfici piane, non solo in discesa. A questo punto si trattava di dare una fisionomia all’oggetto.

Qualcosa in linea con i concetti di robustezzaaffidabilità e sicurezza voluti, che esprimesse simpatia infondendo l’idea di fedele compagno di gioco.   

Già, ma cosa… E se fosse un animale? Sembravano proprio le caratteristiche di una tartaruga, di una simpatica tartaruga! Mancava soltanto il nome: ne occorreva uno facile da ricordare, breve possibilmente. Così dopo vari tentativi su un pezzo di carta, a forza di usare skater come riferimento, qualcuno ricordò per assonanza Jody Scheckter, il famoso pilota di Formula 1.  

Illuminazione! L’avremmo chiamata JODY SKATER.